Cicloturismo, una grande opportunità per le destinazioni

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Presentata pochi giorni fa a Milano la 100 esima edizione del “Giro d’Italia” l’evento ciclistico più famoso in Italia e tra gli eventi sportivi più famosi al mondo; 3500 km da percorrere in bici lungo tutta la penisola, partendo dalla Sardegna fino alla Lombardia.

Secondo i dati di RCS Mediagroup S.p.a – società organizzatrice dell’evento – l’edizione del 2015 ha creato un indotto per il settore turistico di circa 35 milioni di euro, numeri importanti per un evento che richiede grossi sforzi organizzativi a tutti i livelli.



Ma come sfruttare al meglio questa opportunità? Partiamo da alcuni dati: in Italia, secondo i dati ENIT, sono arrivati nel 2015 circa 2 milioni di cicloturisti, di questi il 61% sono di origine straniera e il 39% italiani. Le destinazioni preferite sono quelle del nord (vedi Trentino e Emilia Romagna). In generale i cicloturisti scelgono per i loro pernottamenti strutture ricettive di categoria medio-alta, dai 3 stelle in su, strutture dotate di servizi di supporto (officine per bike, parcheggi per bici ecc…) buona connessione web, che offrano servizi di ristorazione con prodotti provenienti da agricoltura biologica (a km 0 sarebbe l’ideale) e con menù per sportivi.

Descritto brevemente il profilo del cicloturista, passiamo a capire come cogliere al meglio questa opportunità, dando alcuni consigli pratici:

1.Strutturate un’offerta turistica adeguata: le strutture ricettive devono essere pronte ad ospitare i cicloturisti, motivo per cui è importante dotarsi di alcuni servizi. Stesso discorso vale per le destinazioni turistiche: a livello pubblico, devono essere organizzati dei servizi per gli stessi, dalla sistemazione dei percorsi (occhio all’asfalto e alle chiusure al traffico di certi tratti di strada), alla segnaletica stradale, passando per gli info point aperti, al materiale promozionale/informativo da diffondere, preferibilmente tradotto in lingua.

2.Promuoversi on line adeguatamente: non basta organizzare un’offerta adeguata se poi non sappiamo comunicarla all’esterno. Creare una sezione all’interno del nostro portale, creare un club di prodotto specifico o servizi connessi (app, attività social ecc…) sono solo alcune delle possibili soluzioni.

3.Promuoversi off line: partecipare a fiere/eventi di settore di certo aiuta la destinazione a crescere e posizionarsi all’interno di questo segmento, magari coinvolgendo anche alcuni stakeholders.

Parola magica? Follow up. Dare seguito agli eventi ciclistici.

Portare centinaia di persone in una località non ha senso se poi non ci si organizza per ospitare futuri cicloturisti, forse questo rappresenta una sfida per molte destinazioni, ma è un passo obbligatorio, per evitare di cadere nella trappola dell’investimento in immagine che non porta risultati nel medio – lungo termine.

E voi, cosa ne pensate? La vostra destinazione è attrezzata per ospitare cicloturisti?

Diteci la vostra

Articolo a cura di Michele Falco

 

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